Caiatia - Caiazzo

Le origini

Le leggende narrano che Caiazzo fu fondata da Calatia, una ninfa figlia di Tifata, ardentemente amata dal dio Volturno, rifugiata in questo luogo per sfuggire all'ira del padre. Gli antichi scrittori ne hanno parlato come città "perantiqua" cioè antichissima mentre gli antichi storici affermano che Caiatia fu fondata dagli Osci tra il IX e l'VIII secolo a.C.

Preistoria

Il territorio di Caiazzo è stato abitato sin dalla preistoria come testimoniano numerosi ritrovamenti del periodo eneolitico nelle località Madonna del Soccorso, Fontana Murata, Monte Grande e nella frazione di Cesarano. Si ha notizia di una collezione privata ove erano presenti, a fine dell'800, tre coltelli preistorici rinvenuti a Cesarano.

Storia antica

Sulla collina del castello e nella parte sud del centro urbano si possono ancora osservare gli spezzoni, in opera poligonale risalenti al IV secolo a.C., dell'antico recinto murario costruito dagli osco-sanniti. Le mura cingevano un insediamento molto più ampio dell'attuale abitato estendendosi sull'acropoli di Kaiatinim.

La città subì l'influenza degli Etruschi nel periodo di espansione in Campania e, dopo la decadenza del loro dominio, divenne centro Sannita sotto l'influenza della tribù dei Caudini. Fu prima nemica dei Romani, poi colonia latina ed infine municipio romano governato con leggi proprie. In età romana l'abitato fu ricostruito a valle dell'acropoli su di un piano lievemente inclinato verso sud che insisteva su parte dell'antico abitato sannita. Al centro dell'insediamento passava un decumano posto sulla direttrice est-ovest sul quale si affacciavano quattordici cardini o traverse. Il centro, che prese il nome di Caiatia, non è da confondersi con la vicina Calatia che si trovava nei pressi di Maddaloni. E probabile sia stata patria di Aulo Attilio Caiatino, censore e tribuno della plebe e, per ben due volte, console e dittatore in Roma. Si ha notizia che, nel foro di Caiatia, un esponente della famiglia dei Gavii, Marco Gavio, edificò dei parapetti di sostegno. Nel 90 a.C. fu saccheggiata da Silla poiché era schierata con gli Italici nella guerra sociale. Diverse strade la collegavano con le città romane più importanti della zona come la vecchia Capua, che oggi prende il nome di Santa Maria Capua Vetere, Alife e Telesia.

Di Caiatia si conservano scarsi resti e numerose pietre sepolcrali. Alcune di queste lapidi sono di carattere onorario e vi portano impressi i nomi della casa imperiale Giulia probabilmente perché la città ottenne benefici o concessioni dagli imperatori di questa famiglia.

Di Caiatia sono note monete emesse tra il 268 a.C. circa e la seconda guerra punica. Le monete recano al dritto la testa di Minerva un elmo corinzio ornato da un lungo pennacchio. Al rovescio è raffigurato un gallo, volto a destra. Davanti al gallo c'è la legenda con l'etnico (CAIATINO). Dietro una stella a otto raggi.

Il Medioevo

La città subì gravissime distruzioni ad opera di orde barbariche di Vandali, Goti e Saraceni. Con la venuta dei Longobardi divenne sede di un gastaldato e, quando Capua venne eretta a principato, Caiazzo fu elevata a contea. Primo conte longobardo di Caiazzo fu il nobile Arialdo. Nel IX secolo, durante il loro dominio, fu edificato il castello e successivamente, nel X secolo, è attestata come sede vescovile. I confini della contea intorno al 966 coincidevano con quelli della diocesi come emerge da una pargamena dell'Archivio vescovile ove si legge che il territorio della chiesa caiatina coincideva toto ipse comitato Caiatie. Gli ultimi conti longobardi furono Landenulfo qui dicebatur Francus e Giovanni qui clamabatur Citellus come appare in una donazione, fatta nel 1066, a Monte Cassino da parte di Riccardo I, principe di Capua, del monastero di San Salvatore sul monte Cucuruzzo, nella contea di Teano, pervenuto al fisco a causa della ribellione dei conti longobardi di Caiazzo.

I Normanni scacciarono i Longobardi e il primo conte normanno fu Rainulfo II, signore di Alife e Caiazzo, della casata dei Drengot Quarrel.

Ai Normanni si sostituirono gli Svevi e nel 1229 la città ospitò Federico II e Pier della Vigna, logoteta dell'imperatore, che fondò in Caiazzo una delle tre Corti dei Conti del Regno. Con la sconfitta degli Svevi la Città venne ceduta da Carlo I alla famiglia dei Glignette per 160 once d'oro.

Successivamente il feudo in possesso alla famiglia Sanseverino. Tommaso III Sanseverino (1310 ca-1358), VI conte di Marsico, aveva sposato in seconde nozze (1339 ca) Margherita de Clignet, figlia di Giovanni signore di Caiazzo, che portò il feudo in dote. Alla morte di Tommaso il figlio Antonio (1329 ca-1383) venne confermato conte di Caiazzo dalla regina Giovanna con privilegio spedito da Napoli l’8 aprile del 1374 riportato nel 1619 dal Melchiori. Nel 1384 Tommaso IV (1359 ca-1387), primogenito di Antonio, ereditò il feudo che donò poi a Lionetto (1385 ca-1420) figlio naturale di Bertrando (1361 ca-1418) suo fratello. Lionetto sposò Lisa Attendolo Sforza, sorella di Francesco duca di Milano, ma morì prematuramente lasciando un solo figliolo in giovane età, Roberto Sanseverino (1418-1487) che diverrà un famoso condottiero. Nel contempo poiché i Sanseverino avevano parteggiato per gli angioini vennero privati del feudo dal re Ladislao di Durazzo. Nel 1461 Caiazzo ritornò in possesso ali Sanseverino quando re Ferdinando la restituì a Roberto, figlio di Lionetto.

L'età moderna

Nel corso del '500 molti caiatini militarono nelle compagnie mobilitate al seguito sia dei signori del feudo nelle "guerre d'Italia" che degli spagnoli che contrastavano l'avanzata dei Turchi nel Mediterraneo. Il Melchiori agli inizi del XVII secolo così li descrive: Questa patria in ogni tempo hà prodotti huomini illustri, e singolari in pace, e in guerra, i quali spargendo sudori, e sangue, e essalando l'anima col ferro nelle mani hanno posto sempre la vita propria per il loro Re.

Divenuta, a metà '500, feudo di Giulio Cesare de' Rossi dei Rossi di San Secondo grazie al matrimonio forzoso con la figlia di Roberto Ambrogio Sanseverino, Caiazzo fu venduta dal figlio Ercole de Rossi a Matteo de Capua nel 1593 per poi passare nel 1615 alla famiglia Corsi, di origine fiorentina; questi ultimi ebbero il titolo di marchesi di Caiazzo. In seguito la popolazione cittadina diminuì sensibilmente, dapprima a causa della peste del 1656 e poi per effetto del terremoto del 1688. Nel 1709 Caiazzo fu occupata dagli austriaci e nel giugno 1799 dai francesi.