RENATO I. (1435 - 1442)

Renato d'Angiò, anche noto con il nome di Renato I di Napoli, detto il Buono (Angers, 16 gennaio 1409 – Aix-en-Provence, 10 luglio 1480), fu duca d'Angiò e conte di Provenza (1434 - 1480), conte di Piemonte e duca di Bar (1430 - 1480), re di Napoli (1435 - 1442), re titolare di Gerusalemme (1438 - 1480), nonché re titolare di Aragona (incluse Sicilia, Maiorca e Corsica dal 1466 al 1480); per matrimonio fu anche duca consorte di Lorena (1431 - 1453). Fu un uomo amante dell'arte e della letteratura. Renato nacque nel castello di Angers, terzogenito del conte di Provenza e re titolare di Napoli, Luigi II d'Angiò, e di Iolanda di Aragona, il 16 gennaio 1409. I suoi genitori erano conosciuti anche come i "Re e Regina dei Quattro Regni": Sicilia, Gerusalemme, Cipro, e Aragona. Un'altra interpretazione ha inteso invece il titolo di regno di Napoli separato da quello di Sicilia, escludendo Cipro. Allorché nel 1410 il trono d'Aragona rimase vacante per la morte di Martino I, deceduto senza eredi, Iolanda, figlia di Giovanni I, predecessore di Martino, rivendicò la corona per il fratello di Renato, il primogenito, Luigi, di appena sei anni. A seguito del Compromesso di Caspe del 1412 fu però preferito ed eletto come re d'Aragona Ferdinando di Antequera, della dinastia castigliana.

Nel 1417, alla morte del padre Luigi II, Renato ed i fratelli, insieme al delfino Carlo, il futuro Carlo VII di Francia, vennero posti sotto la tutela della madre Iolanda. Il più anziano, Luigi III, ereditò la corona di Sicilia e il ducato d'Angiò; Renato divenne Conte di Guisa. In seguito al contratto di matrimonio (1420) con Isabella, figlia più anziana di Carlo II di Lorena, Renato ereditò il ducato di Bar, rivendicandolo quale eredità di sua madre Iolanda e diritto di sua moglie, erede del ducato di Lorena sotto la tutela di Carlo II di Lorena e del cardinale Luigi I di Bar. Nel 1427 Isabella diede alla luce il primo dei nove figli di Renato. Entrambe le signorie ducali erano feudi del duca di Borgogna Filippo III il Buono, ma Renato mantenne ugualmente il diritto di usare lo stemma degli Angiò. Nel 1422 Renato divenne cognato del delfino di Francia, Carlo, che ne sposò la sorella, Maria d'Angiò, divenuta poi regina di Francia. Anche per questo egli non apparteneva alla fazione borgognona e unendosi all'esercito francese a Reims nel 1429 fu presente all'incoronazione di Carlo VII. Quando Luigi I di Bar morì nel 1430, Renato entrò in possesso del suo ducato e nell'anno successivo alla morte del suocero, Carlo II, gli successe nel Ducato di Lorena. Ma quest'ultima eredità veniva rivendicata anche dall'erede maschio Antoine de Vaudémont che con l'aiuto dei borgognoni sconfisse Renato a Bulgnéville nel luglio 1431. La duchessa Isabella strinse una tregua con Antoine de Vaudémont, ma il duca rimase prigioniero dei borgognoni fino all'aprile 1432, quando venne liberato sulla promessa di cedere come ostaggi i suoi due figli Giovanni e Luigi. Il suo titolo di duca di Lorena venne confermato dal suo signore feudale, l'imperatore Sigismondo a Basilea nel 1434. Questo suscitò l'ira del duca di Borgogna, Filippo III che gli richiese all'inizio dell'anno successivo di ritornare in sua custodia, dalla quale venne rilasciato più tardi dietro il pagamento di un pesante riscatto.

Il 12 novembre 1434 il fratello, Luigi III, morì di malaria senza aver potuto accedere al diritto dinastico al trono del Regno di Napoli, faticosamente conquistato. La regina di Napoli, Giovanna, ormai anziana, dispose nel proprio testamento che alla sua morte la corona passasse al fratello di Luigi, Renato d'Angiò e, il 2 febbraio 1435, si spense anch'ella, neppure tre mesi dopo Luigi III. Alfonso V di Aragona, che era stato adottato prima di Luigi III e poi era stato ripudiato da Giovanna II, cercò di riprendersi il regno di Napoli con le armi, partendo dal suo regno di Sicilia, ma inizialmente andò incontro alla sconfitta navale di Ponza. Renato arrivò poco dopo a Napoli via mare, città che sino ad allora era stata governata in suo nome dalla duchessa Isabella, per condurre la guerra contro gli Aragonesi. Dopo un primo periodo favorevole agli Angioini, nel 1441 Alfonso pose l'assedio a Napoli che conquistò dopo circa sei mesi, il 2 giugno 1442. Renato ritornò in Francia quello stesso anno e, sebbene conservasse il titolo di re di Napoli, non ne recuperò mai il potere effettivo. Tentativi successivi di recuperare i suoi diritti in Italia fallirono. Risiedette allora per lungo tempo a Tarascona, nell'omonimo castello.

In particolare, alla morte di Alfonso, avvenuta nel 1458, il figlio di Renato, Giovanni II di Lorena - che aveva continuato a farsi chiamare duca di Calabria - con l'appoggio sia diplomatico che finanziario dello zio, il re di Francia Carlo VII, tentò una vigorosa offensiva contro il figlio illegittimo e successore di Alfonso, Ferdinando I di Napoli (curiosamente, mentre il delfino, Luigi, in disaccordo col padre, aiutava Ferdinando I di Napoli). Giovanni in quell'anno aveva riconquistato Genova alla Francia ed era stato acclamato governatore. Poi, nell'ottobre del 1459, salpò da Genova per Napoli ma all'arrivo la sua flotta genovese fu sconfitta. Giovanni sbarcò alla foce del Volturno, si riorganizzò e, per due anni, compì splendide gesta belliche, ma alla fine la campagna si risolse in un disastro, poiché, dopo la sconfitta di Troia (Puglia), fu abbandonato da tutti i nobili più influenti del regno; gli rimanevano Ischia e Castel dell'Ovo, dove fu raggiunto dal padre Renato che, arrivato dalla Provenza, si rese conto dell'inutilità della causa e lo convinse a rientrare in Provenza (1461).