FERDINANDO I. (1412 - 1416)

Ferdinando di Trastámara, detto el d'Antequera o Ferdinando il Giusto, Fernando in spagnolo e aragonese, Ferran in catalano (Medina del Campo, 2 novembre 1380 – Igualada, 2 aprile 1416), è stato un principe della casa reale di Castiglia che divenne re di Aragona, Valencia, Sardegna, Maiorca e Sicilia, re titolare di Corsica, Conte di Barcellona e delle contee catalane, dal 1412 al 1416. Figlio secondogenito del re di Castiglia e León, Giovanni I di Trastámara, e della sua prima moglie, Eleonora d'Aragona (1358 – 1382) della casa di Barcellona (figlia di re Pietro IV di Aragona e della sua terza moglie, Eleonora di Sicilia).

Nell'agosto del 1382, a Elvas, fu siglata la pace, tra il regno di Castiglia ed il regno del Portogallo. A garanzia dell'accordo, l'erede al trono del Portogallo, Beatrice, di circa 10 anni, veniva promessa in sposa a Ferdinando, di due anni, secondogenito del re di Castiglia e León, Giovanni I di Trastámara; essendo però, il 13 agosto, morta di parto, la moglie di Giovanni I, Eleonora d'Aragona, Giovanni I sostituì il figlio, nel contratto di matrimonio. Così Beatrice, l'anno dopo, divenne la matrigna di Ferdinando e, sempre nel 1383, divenne regina del Portogallo.

Nel 1386, Ferdinando, per concessione del padre divenne Duca di Peñafiel, conte di Mayorga Signore de Lara e di Guascogna e sempre il padre gli concesse un appannaggio annuo di 400.000 Maravedí.

Nel 1390, alla morte del padre, mentre suo fratello, Enrico saliva al trono come Enrico III, Ferdinando divenne l'erede al trono del regno di Castiglia, qualifica che tenne sino al 1401, alla nascita della nipote, Maria.

Nel 1393, Ferdinando sposò, a Madrid, Eleonora d'Alburquerque (1374 - 1435), figlia dell'infante Sancho Alfonso di Castiglia, Conte di Alburquerque e di Beatrice del Portogallo. Eleonora gli portò in dote parecchi feudi, che uniti ai suoi costituirono un notevole dominio.

Nel 1410, morì a causa di una droga usata in quei tempi, il re della corona d'Aragona e re di Sicilia, Martino il Vecchio, zio di Ferdinando (sua madre, Eleonora era sorella di Martino il Vecchio), quest'ultimo fu tra i pretendenti al trono aragonese e nei due anni che seguirono, conosciuti come interregno aragonese, non disdegnò di entrare in armi in Aragona, per difendere i suoi interessi.

Nel 1412 Ferdinando, anche per l'appoggio dell'antipapa Benedetto XIII, fu designato come successore di Martino il Vecchio e il 28 giugno, divenne Ferdinando I d'Aragona, re di Aragona, di Valencia, di Maiorca, Conte di Barcellona e delle contee catalane; lasciò la Castiglia e prese possesso dei regni della corona d'Aragona; mentre il 21 novembre 1412, Benedetto XIII lo investì del titolo di re di Sicilia, di Sardegna e di re titolare di Corsica.

La sua nomina fu accettata in tutti i regni, solo qualche disappunto in Catalogna che aveva votato per il conte di Urgel, Giacomo II; quando le cortes catalane lo riconobbero come re, Ferdinando concesse un'amnistia a Giacomo II e a tutti coloro che con Giacomo si erano ribellati, proponendo un matrimonio tra suo figlio Enrico, a cui sarebbe stato donato il ducato di Montblanc, ed una figlia di Giacomo II. Giacomo II rifiutò e non riconobbe la decisione di Caspe. Giacomo II diede inizio ad una guerra civile, ottenendo l'aiuto degli Inglesi, dei guasconi e dei Navarresi, ma fu sconfitto da Ferdinando ed il 31 ottobre 1413 Giacomo si arrese, a Balaguer. Ferdinando gli fece grazia della vita, lo confinò in un castello, dove mantenendo la sua servitù, poté condurre una vita normale. Finalmente Ferdinando venne incoronato re della corona d'Aragona, nel gennaio/febbraio 1414, a Saragozza.

Anche dopo l'incoronazione mantenne la reggenza del regno di Castiglia, cercando di controllarlo anche attraverso una politica matrimoniale. Nonostante la vittoria nella guerra civile, Ferdinando, però trovò difficoltà in Catalogna, dove le autorità catalane, gelose delle loro autonomie, diffidavano di un re castigliano, che presumevano sarebbe stato dispotico. Anche nel regno di Sicilia, retto dalla Vicaria, Bianca di Navarra, erano gelosi della loro autonomia e avrebbero desiderato continuare ad essere un regno separato dalla corona d'Aragona, ma subito dopo la sua incoronazione, Ferdinando proclamò l'unione perpetua della Sicilia alla corona d'Aragona. Nel 1415, il figlio maggiore di Ferdinando, Alfonso, diventato Duca di Peñafiel, il 1º marzo, venne nominato reggente di Sicilia, oltre che di Sardegna e Maiorca. Il risultato più importante del suo breve regno fu l'aver accettato nel 1416 di sottrarre la propria obbedienza al papa avignonese Benedetto XIII, contribuendo in questo modo a far concludere il Grande Scisma, che aveva diviso la Chiesa d'Occidente. Ferdinando, dimentico del fatto che i rappresentanti del papa, a Caspe, lo avevano appoggiato, fece pressione su Benedetto XIII (Pedro Martínez di Luna) affinché si dimettesse, come avevano fatto, l'antipapa Giovanni XXIII ed il papa Gregorio XII, convinti dall'imperatore, Sigismondo. Ma Benedetto, anche dopo gli incontri di Perpignano (dal 19 settembre al 7 novembre) con Federico e Sigismondo, non cedette, perché eletto nel pieno rispetto delle regole, e, nonostante che Ferdinando gli avesse ritirato l'obbedienza, il 16 gennaio 1416, si rinchiuse nel castello della sua famiglia (Luna) a Peñíscola (Valencia), dove resistette sino alla morte avvenuta nel 1423.

Comunque durante il suo breve regno riuscì a sviluppare il commercio della Catalogna, anche attraverso dei trattati, come quello stipulato, nel febbraio 1413, con Egitto, Fez e Genova. Inoltre Ferdinando fu abile e lungimirante nella politica matrimoniale, che lo portò ad imparentarsi con le famiglie reali dei regni di Castiglia, Portogallo e Navarra. Infine, come aveva già dimostrato durante la reggenza in Castiglia, Ferdinando si comportò con molto equilibrio.

Ferdinando, che come il fratello, Enrico III di Castiglia, era di salute cagionevole, morì, a Igualada, dopo un violento attacco di nefrite, il 2 aprile del 1416 e gli succedette il figlio primogenito, Alfonso. Fu tumulato al panteon reale del Monastero di Santa Maria di Poblet, dove il figlio Alfonso V fece costruire un sepolcro dallo scultore Pietro Oller (Pere Oller), nel 1417.