GUGLIELMO II. (1166 - 1189)

Guglielmo II di Sicilia, detto il Buono (Palermo, dicembre 1153 – Palermo, 18 novembre 1189), discendente della famiglia degli Altavilla e nipote del grande Ruggero II, fu Re di Sicilia dal 1166 alla morte; era figlio di Guglielmo I il Malo e di Margherita di Navarra. Viene ricordato come uno dei monarchi normanni che ebbe la maggiore benevolenza popolare.

Salito al  trono appena dodicenne, il regno di Guglielmo fu particolarmente proficuo per le arti in Sicilia. Fra le opere avviate da Guglielmo merita una citazione il Duomo di Monreale, realizzato a cominciare dal 1174 con il beneplacito di Papa Lucio III, e l'Abbazia di Santa Maria di Maniace, fortemente voluta dalla regina madre Margherita. Anche la splendida costruzione della Zisa, avviata dal predecessore Guglielmo I fu completata sotto il suo regno. Notevoli interventi edilizi ebbe anche il Duomo di Palermo.

Divenuto maggiorenne, Guglielmo venne incoronato re nel dicembre 1171: esercitò il governo affidandosi al ristretto gruppo dei familiares tra i quali un ruolo importante ebbe l'arcivescovo Gualtiero. Di Guglielmo II, rispetto al padre, i cronisti dell'epoca sottolinearono spesso, oltre alla bellezza, la correttezza nell'esercizio delle funzioni ed il rispetto per le leggi ed il popolo, l'istruzione e la mitezza d'indole tutte qualità che valsero al normanno l'appellativo di Buono. Il re inoltre, riuscì a godere di un periodo di relativa stabilità e riappacificazione nelle relazioni fra le diverse fazioni.

Fu anche  Re guerriero infatti nel 1174 Guglielmo inviò una flotta, guidata da Tancredi conte di Lecce (suo cugino), poi diventato Re alla sua morte, in aiuto di Amalrico, re cristiano di Gerusalemme, con un'azione dimostrativa contro Alessandria d'Egitto. Negli anni successivi la flotta normanna effettuò numerose scorrerie sulle coste egizie, senza una particolare strategia di conquista. che valsero l'appellattivo di Arcipirata al nuovo amiratus Margarito da Brindisi.

Fallito il progetto di matrimonio di Guglielmo con la principessa bizantina, Maria, figlia dell'imperatore Manuele I Comneno, papa Alessandro III si oppose nel 1173 al matrimonio tra il re normanno e Sofia, figlia di Federico I Barbarossa. Nel 1176 fu inviato Alfano di Camerota, arcivescovo di Capua, a negoziare il matrimonio con la figlia di Enrico II d'Inghilterra, per instaurare un'alleanza fra gli Altavilla e i Plantageneti. La missione fu svolta con successo e la principessa fu condotta nella capitale. A Palermo il 13 febbraio 1177 Guglielmo sposò Giovanna Plantageneto (1165-1199), sorella di Riccardo Cuor di Leone.

Alla pace di Venezia del maggio 1177 Guglielmo si fece rappresentare da Romualdo Guarna, che con abile oratoria riuscì a dimostrare l'importare ruolo internazionale di re Guglielmo, difensore delle prerogative pontificie e protettore dei cristiani dalle minacce musulmane.

Nel 1186 Guglielmo inviò la flotta normanna guidata da Margarito a Cipro, dove il governatore Isacco Comneno di Cipro si era ribellato a Bisanzio; con azione spregiudicata Margarito catturò 70 triremi dell'imperatore bizantino Isacco II Angelo, procurando la maggiore perdita navale dell'impero d'Oriente con la deportazione in Sicilia dei generali bizantini: in seguito a ciò Guglielmo nominò Margarito conte di Zante, Cefalonia e Itaca.

Avendo Saladino nell'ottobre 1187 riconquistato Gerusalemme, nella primavera successiva Guglielmo II inviò la flotta normanna in Terrasanta: Margarito, con 60 navi e 200 cavalieri, pattugliò la costa della Palestina impedendo costantemente a Saladino di occupare altri porti crociati; infine, nel luglio 1188 sbarcò a Tripoli, allontanando momentaneamente i saraceni dalla costa.

La morte colse Guglielmo a Palermo il 18 novembre 1189, ad appena 36 anni; venne sepolto ai piedi dell'altare maggiore del Duomo di Monreale, così che chi officiava la Messa doveva inginocchiarsi sulla tomba di Guglielmo. Il cardinale Torres nel 1500 diseppellì il corpo del re e gli fece costruire un sepolcro rinascimentale, accanto a quello del padre Guglielmo I.