PITAGORA di Reggio

Pythagoras, (greco: Πυθαγόρας), meglio noto come Pitagora reggino o Pitagora di Reggio (Samo (Grecia), prima metà del V secolo a.C. – V secolo a.C.), è stato uno scultore greco antico.

Nacque nell'isola di Samo; nel 496 a.C., al tempo del tiranno reggino Anaxilas, si trasferì, con altri abitanti di Samo, a Rhegion (l'attuale Reggio Calabria), fiorente città della Magna Grecia; qui fu discepolo del grande maestro Clearco di Reggio. Secondo le testimonianze degli antichi, il giovane Pitagora superò non soltanto il suo maestro, ma anche tutti gli scultori vissuti prima di lui, tanto da essere annoverato tra i cinque più celebri statuari greci vissuti dopo Fidia. Realizzò infatti numerosissime opere in tante polis greche e magno-greche da Atene a Siracusa.

Vissuto nel V secolo a.C. nella colonia calcidese di Rhegion, lo scultore Pitagora è considerato tra i cinque maggiori statuari greci vissuti dopo Fidia, certamente il più grande della Magna Grecia di Calabria. Invero le origini dello scultore sono tutt'ora dibattute, poichè dai riscontri storici non emerge la città natìa, che per la similitudine del nome, qualcuno ritiene possa essere l'isola greca di Samo, da dove proveniva il ben più famoso Pitagora filosofo e matematico. E' certo però che nella Rhegion del V secolo a.C. visse ed operò un famoso scultore di nome Pitagora, discepolo del grande maestro Clearco, anch'egli tra i massimi esponenti della statuaria della Magna Grecia di Calabria.

In un passo, infatti, Plinio il Vecchio racconta che Pitagora di Reggio sorpassò Fidia, Policleto e Mirone, considerati i massimi scultori dell’arte classica; in particolare, riferendosi all’arte di Mirone, Plinio afferma:

« lo superò Pitagora di Reggio in Italia col Pancratiaste dedicato a Delfi. Fece anche Astilo che si vede a Olimpia; a Siracusa fece poi uno Zoppo (identificato con Filottete) tale che anche a chi lo guarda sembra di sentire il dolore della sua piaga; Pitagora fu il primo a riprodurre i tendini e le vene e il primo a trattare i capelli con maggiore diligenza degli altri, suddividendoli con precisione. » (Plinio il Vecchio)

Pitagora fu dunque il primo scultore ad avere una cura minuziosa di particolari come capelli, arterie e vene. Le caratteristiche del suo lavoro hanno permesso di attribuirgli dubitativamente alcuni capolavori e supportano una recente tesi che lo considera l'autore dei Bronzi di Riace, il massimo esempio della bronzistica greca.

Pitagora avrebbe realizzato statue di atleti olimpici, come quelle di Astilo di Crotone, del corridore Imnesco, del pugilatore Eutimo di Locri, di Lentisco e di Cratillo Mantineo; il bronzo raffigurante Zeus sotto le sembianze di un toro che trasportava Europa, figlia di Agenore (attuale emblema dell'Unione Europea); la celebre testa di Perseo, conservata al British Museum di Londra. Purtroppo le opere attribuite a Pitagora sono perdute e non si conoscono neppure copie in marmo di età romana.

Bronzi

Pitagora avrebbe realizzato, secondo il resoconto che Pausania fa nel VI libro della sua Descrizione, diverse statue di atleti olimpici:

  • Il lottatore Leontisco di Messina
  • Protolao di Mantinea
  • Il pugilatore Eutimo di Locri
  • Dromeo di Stinfale
  • Astilo di Crotone
  • Mnasea di Cirene libico
  • Cratistene di Cirene, vincitore della corsa coi carri
  • Bronzi di Riace (opera attribuibile)


Marmi

Benché gli antichi non facciano cenno alla sua attività statuaria in marmo, gli sono state attribuite le statue:

  • l'Auriga di Mozia, forse proveniente da Selinunte
  • Il Guerriero caduto, dal frontone del tempio di Eracle ad Agrigento